
Centri urbani “spugna” contro i pluvial flood. Anci Toscana e Plures presentano studio pilota di Fondazione Ewa
La massima sicurezza possibile nei nostri Comuni oggi è un obiettivo raggiungibile. Ma è necessario cambiare prospettiva, progettando strumenti e opere all’interno delle aree urbane, considerando che il cambiamento climatico ha modificato anche distribuzione, stagionalità e modalità delle piogge. Lo dimostra lo studio pilota “La Toscana è centrale. Dalle città alle città-spugna” a cura di Erasmo D’Angelis e Mauro Grassi di Fondazione Earth and Water Agenda, protagonista dell’incontro promosso da Anci Toscana e Plures a Firenze, dal titolo “Governare il cambiamento. Adattamento climatico, rigenerazione urbana e città spugna”, aperto dai saluti dell’assessore regionale all’ambiente David Barontini e dagli interventi del presidente di Plures Lorenzo Perra, della presidente di Anci Toscana Susanna Cenni e dalla vicesindaca di Firenze Paola Galgani, con il coordinamento del direttore Simone Gheri.
La pubblicazione racchiude l’analisi dei rischi meteo-climatici e idrogeologici, dei sistemi di drenaggio urbano e dell’idraulica fluviale per un piano di difesa e adattamento delle 65 aree urbane servite da Plures. È diviso in tre parti: il rischio climatico, il bilancio idrico, la prima “urbanistica dell’acqua” in un’area vasta italiana. Dal report, i 65 Comuni della Toscana centrale serviti da Plures emergono come realtà dove è possibile applicare soluzioni di “città spugna”, già attivi con efficacia a Wuhan, Shenzhen, Shanghai, Singapore, Rotterdam, Copenaghen, Melbourne, Parigi, Londra, Amburgo, Barcellona.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di collaborazione tra Anci Toscana e Plures sui temi dell’adattamento climatico e della resilienza urbana, con l’obiettivo di mettere in relazione la pianificazione delle città con le infrastrutture dei servizi pubblici – acqua, ambiente ed energia – gestite sul territorio. In questo quadro il sistema dei 65 Comuni serviti da Plures rappresenta una scala territoriale particolarmente significativa per sperimentare modelli integrati di gestione delle acque meteoriche e di adattamento climatico.
