“Io differenzio, ma cosa succede dopo?” La risposta a Casa Sartori

Io differenzio, ma cosa succede dopo?

È una delle domande che più spesso emergono negli incontri con cittadini e famiglie. Ed è proprio da qui che prende avvio il percorso di apertura dell’impianto di Casa Sartori a Montespertoli, visitato negli ultimi mesi anche dai soci Coop, protagonisti di momenti di approfondimento dedicati alla raccolta differenziata e alla filiera dell’organico.

Incastonato nelle colline del Chianti, il polo impiantistico di Casa Sartori trasforma i rifiuti organici prodotti da oltre il 50% degli utenti serviti da Plures Alia in compost e biometano. Ma accanto alla sua funzione industriale, l’impianto sta assumendo sempre più il ruolo di luogo di conoscenza, pensato per rendere comprensibile ciò che normalmente resta invisibile dopo il conferimento.

Realizzato con un investimento complessivo di 75 milioni di euro, l’impianto è in grado di trattare fino a 160.000 tonnellate di rifiuti organici all’anno, producendo biometano destinato all’autotrazione o all’immissione in rete e fertilizzante per l’agricoltura. Numeri che raccontano l’efficienza del sistema, ma che acquistano significato pieno solo se accompagnati dalla possibilità di vedere e capire i processi che li rendono possibili.

Per questo Casa Sartori è stata progressivamente aperta alla comunità. Le visite – rivolte a cittadini, studenti, amministratori e associazioni – sono strutturate come veri e propri percorsi educativi: una prima fase introduttiva, seguita da un tour dell’impianto, per osservare da vicino le tecnologie e collegare i gesti quotidiani agli effetti ambientali concreti.

Nel corso del 2025 l’impianto ha accolto oltre 300 studenti delle scuole di Montespertoli e delle aree limitrofe; a gennaio 2026 le visite hanno coinvolto anche numerosi cittadini, confermando Casa Sartori non solo come infrastruttura strategica, ma come polo educativo permanente al servizio del territorio.

In un contesto in cui la gestione dei rifiuti è spesso percepita come distante e poco comprensibile, aprire gli impianti significa rafforzare fiducia e consapevolezza. Capire cosa succede dopo la raccolta non è solo informazione: è parte integrante di una responsabilità condivisa che rende l’economia circolare qualcosa di concreto e verificabile.

Approfondimenti → ISPRA, Rapporto Rifiuti Urbani – Edizione 2025 (dati 2024)