Plastica: il riciclo c’è, il mercato no. Il nodo che emerge da Report
L’Italia è tra i Paesi europei più avanzati nel riciclo della plastica. Eppure, il settore sta attraversando una fase di forte difficoltà industriale, schiacciato dalla concorrenza di polimeri vergini e riciclati a basso costo provenienti da fuori Europa, dall’instabilità dei mercati e dall’aumento dei costi di produzione. Un paradosso che è arrivato anche al grande pubblico con l’inchiesta “L’anno della vergine”, andata in onda su Report.
Tra le realtà raccontate dalla trasmissione c’è Revet, società del Gruppo Plures e una delle pochissime aziende italiane in grado di riciclare le poliolefine estratte dal plasmix, una delle frazioni più complesse della raccolta differenziata. La troupe di Report ha visitato gli impianti e intervistato l’amministratrice delegata Alessia Scappini, portando all’attenzione nazionale un nodo che il settore denuncia da tempo: la capacità industriale esiste, ma fatica a reggere un mercato che non valorizza il riciclato.
Un quadro che non riguarda solo l’Italia. A dicembre 2025 anche la Commissione Europea ha riconosciuto apertamente la crisi del riciclo della plastica, parlando di un settore “sotto forte pressione” e segnalando che, senza interventi mirati, gli stessi obiettivi europei su imballaggi ed economia circolare rischiano di diventare irraggiungibili. Tra il 2021 e il 2023, l’Europa ha già perso circa un milione di tonnellate di capacità di riciclo.
Il punto centrale è il funzionamento del mercato: senza regole stabili sulla qualità dei materiali, senza un vero mercato unico delle plastiche riciclate e con una concorrenza globale poco tracciabile, anche gli impianti più avanzati rischiano di produrre in perdita. È su questo terreno che si gioca oggi la partita del riciclo: non solo sulla capacità tecnologica, ma sulla tenuta industriale di una filiera strategica.
La presenza di Revet a Report racconta esattamente questo passaggio. Il riciclo non è un problema di competenze o di know-how, ma di condizioni che permettano alle imprese che investono nella circolarità di restare sul mercato. Una questione che riguarda l’intero sistema europeo e che chiama in causa politiche industriali, regole comuni e scelte di consumo.
Approfondimenti → Puntata di Report “L’anno della vergine”
Approfondimenti → La Commissione UE sulla crisi del riciclo della plastica
