Tariffazione puntuale: perché sempre più Comuni la stanno adottando
All’inizio del 2026 la tariffazione puntuale dei rifiuti non è più una scelta riservata a pochi Comuni ‘pionieri’. In Toscana, come nel resto del Paese, sta assumendo sempre più le caratteristiche di un modello strutturale, adottato in contesti territoriali diversi e con assetti organizzativi ormai consolidati.
Il IV Rapporto sulla tariffazione puntuale elaborato da Ifel (Fondazione dell’Anci), pubblicato a dicembre 2025 e basato su dati 2023, fotografa un sistema ancora minoritario ma in crescita costante: 1.196 Comuni coinvolti (circa il 15% del totale nazionale) e quasi 9 milioni di abitanti serviti. Un’evoluzione che segnala il superamento della fase sperimentale e l’ingresso di realtà demograficamente più rilevanti.
In questo quadro nazionale si colloca anche la Toscana. Nel 2025 i Comuni, serviti di Plures Alia, che applicavano la tariffa corrispettiva erano 24; con le nuove attivazioni del 2026 il numero salirà a 31. Dal 1° gennaio 2026 si sono aggiunti infatti Bagno a Ripoli, Figline e Incisa Valdarno, Pelago, Pontassieve, Rufina, Signa e Vicchio. Un’estensione che conferma come la regione stia diventando uno dei laboratori più significativi di questa transizione nel Centro Italia.
Quando si parla di tariffazione puntuale è però utile evitare semplificazioni. Il termine indica un principio generale – ‘pay as you throw’, pagare in base a quanto si produce – che può essere applicato attraverso modelli diversi. Accanto alla Tari puntuale, che resta un tributo, negli ultimi anni si è affermata in modo sempre più netto la tariffa corrispettiva (Taric), che configura il rapporto con l’utenza come un servizio. Non è un dettaglio tecnico: oltre il 70% dei Comuni in tariffazione puntuale ha scelto il modello corrispettivo, soprattutto nei contesti più strutturati e con una governance di area vasta.
Il Rapporto Ifel evidenzia anche una geografia molto chiara. Il Nord – in particolare Nord-Est e Nord-Ovest – concentra la gran parte delle esperienze, mentre il Centro mostra segnali di crescita e il Sud resta ancora ai margini. La diffusione avviene per ‘poli’: ambiti territoriali in cui la presenza di gestioni integrate, regolazioni omogenee e politiche regionali di accompagnamento ha reso possibile progettare sistemi complessi e mantenerli in equilibrio nel tempo.
Un altro dato rilevante riguarda le performance ambientali. Nei Comuni in tariffazione puntuale, soprattutto quelli con sistemi più maturi, si registrano livelli di raccolta differenziata molto elevati, spesso superiori all’85%. La tariffazione puntuale non garantisce automaticamente bollette più leggere per tutti, ma tende a rendere più visibile il legame tra comportamenti, qualità del servizio e costi sostenuti, rafforzando la credibilità del sistema nel medio periodo.
Nel complesso emerge una trasformazione ancora in corso, con nodi aperti – dalla definizione univoca di ‘tariffazione puntuale’ alle implicazioni giuridiche e organizzative della scelta tra Tari puntuale e Taric – ma con una direzione sempre più chiara. La tariffazione puntuale non è più un’eccezione: è diventata uno degli strumenti attraverso cui i Comuni stanno ripensando il rapporto tra servizio rifiuti, responsabilità individuale e sostenibilità economica.
Approfondimento → IV Rapporto IFEL – La tariffazione puntuale in Italia (dicembre 2025)
