Acqua, una svolta che apre una nuova fase in Toscana
La gestione dell’acqua in Italia si è sviluppata negli ultimi decenni attraverso modelli che hanno cercato di coniugare governance pubblica e capacità industriale, in un equilibrio che nel tempo è stato progressivamente adattato. Oggi questo assetto continua a evolversi. La sentenza del Tribunale civile di Firenze del 10 marzo, che ha definito il contenzioso sulla partecipazione in Publiacqua, si inserisce in questo percorso e rappresenta un passaggio rilevante per il servizio idrico in Toscana. Il Tribunale ha infatti rigettato il ricorso del socio privato e accertato il trasferimento della partecipazione del 40% a Plures, portando la società verso una configurazione a controllo interamente pubblico.
Si chiude così una vicenda lunga e complessa e si apre una nuova fase per la gestione del servizio nell’area della Toscana centrale, uno dei territori più rilevanti a livello nazionale per dimensioni e utenze servite. Negli ultimi anni si è progressivamente riaperto il confronto sui modelli di gestione del servizio idrico. Dopo una lunga fase caratterizzata da assetti misti pubblico-privati, il tema dell’equilibrio tra controllo pubblico, sostenibilità economica e capacità di investimento è tornato al centro del dibattito.
Più che una direzione univoca, emerge un processo di adattamento del modello, che cerca nuovi punti di equilibrio.
In questo quadro si colloca anche l’evoluzione di Publiacqua, che serve oltre 400mila utenze e rappresenta una delle principali realtà del servizio idrico nel Centro Italia.
‘La decisione del Tribunale chiude un contenzioso lungo e complesso e consente di proseguire con maggiore chiarezza lungo il percorso di rafforzamento industriale’, hanno commentato il presidente di Plures, Lorenzo Perra, e l’amministratore delegato Alberto Irace, sottolineando l’obiettivo di garantire stabilità e prospettiva a una realtà strategica per il territorio.
Accanto alla dimensione industriale, resta centrale anche il ruolo della regolazione. La fase che si apre non è immediata: il percorso prevede una serie di passaggi tecnici e istituzionali che accompagneranno il sistema verso il nuovo assetto. Come ha spiegato il direttore dell’Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei, l’obiettivo è arrivare a regime entro il 1° gennaio 2027, al termine dell’iter amministrativo previsto. In questo contesto, uno degli elementi più rilevanti riguarda il rapporto tra modello di gestione e sostenibilità economica del servizio.
‘La tariffa è del tutto indipendente dalla forma di gestione’, ha osservato Mazzei, sottolineando come le dinamiche tariffarie dipendano piuttosto dai costi sostenuti e dagli investimenti necessari per garantire qualità e continuità del servizio.
È su questo equilibrio — tra governance, regolazione e capacità di investimento — che si gioca la tenuta del sistema idrico nel medio periodo. La vicenda toscana mostra come il modello costruito negli ultimi decenni non sia superato, ma continui a evolversi attraverso scelte che cercano di adattarlo alle nuove esigenze dei servizi pubblici locali.
Approfondimenti ➜ OECD – Water governance (principi e modelli)
Approfondimenti ➜ La riforma del servizio idrico in Italia (Legge Galli)
