Energia verde, cambia il passo: meno autorizzazioni, più impianti reali
Per anni l’Italia è sembrata travolta da una corsa alle rinnovabili. Dal 2020 sono stati presentati oltre 200 GW di progetti tra solare ed eolico, più di quattro volte quanto necessario per raggiungere gli obiettivi nazionali al 2030. Una pipeline enorme, alimentata dal sole del Sud e dai prezzi elevati dell’energia. Poi il 2025 ha segnato una svolta. Le richieste di autorizzazione per nuovi impianti fotovoltaici sono scese del 63% rispetto all’anno precedente: da 32 GW a 12 GW. Anche l’eolico si è più che dimezzato, passando da 19 a 9 GW. I dati dell’Osservatorio REgions2030 raccontano una frenata improvvisa.
Ma non è un passo indietro della transizione. È un cambio di fase. Mentre diminuiscono le nuove richieste, continuano a crescere gli impianti autorizzati e quelli effettivamente realizzati, soprattutto nel solare. Dal 2020 sono stati autorizzati quasi 34 GW di fotovoltaico contro meno di 5 GW di eolico. Nel 2025 sono entrati in esercizio circa 6,5 GW di nuovi parchi solari e 0,6 GW di eolici. Il mercato sembra aver smesso di accumulare progetti “sulla carta” per concentrarsi sulla costruzione concreta degli impianti, sulla ricerca di ricavi stabili e sul finanziamento delle opere. Anche il Testo Unico sulle rinnovabili, che ha trasferito molte competenze autorizzative alle Regioni, ha contribuito a questa fase di assestamento.
Il punto vero, oggi, non è quanti progetti vengono presentati, ma quanti arrivano davvero a produrre energia. In questa logica si collocano operazioni già in marcia e finanziariamente strutturate, come l’acquisizione da parte di Plures, attraverso Estra, di un parco eolico da 52 MW in Campania, nei comuni di Morcone e Pontelandolfo. Un impianto operativo composto da 15 turbine, con una produzione media annua di circa 136 GWh e una tariffa incentivante garantita fino al 2039. Non è un progetto in attesa di autorizzazione. È energia già in rete.
Nel Piano Industriale 2025-2029 il gruppo prevede investimenti significativi nelle rinnovabili, con l’obiettivo di installare circa 500 MW e produrre oltre 785.000 MWh annui di energia verde. Una parte sarà destinata alla vendita diretta tramite contratti di lungo termine, per consentire anche a chi non dispone di impianti propri di accedere a energia rinnovabile.
Il 2025 non racconta quindi un rallentamento della transizione, ma il passaggio da una fase di entusiasmo progettuale a una fase più selettiva e industriale. Meno richieste formali, più impianti reali. E, soprattutto, più attenzione alla solidità degli investimenti.
Approfondimenti ➜ Commissione europea – Energia pulita per tutti gli europei (Clean Energy Package)
Approfondimenti ➜ World Energy Transitions Outlook 2024
