Nel riciclo oggi conta più la stabilità che i picchi
Nei primi mesi del 2025 il riciclo torna al centro del dibattito industriale e ambientale. I dati nazionali raccontati da Il Sole 24 Ore parlano di segnali di ripresa per alcune filiere chiave, dopo un biennio complesso segnato da rallentamenti, volatilità dei mercati e difficoltà nella raccolta. È una fotografia ancora parziale, ma sufficiente a indicare un cambio di clima rispetto agli anni immediatamente precedenti.
Uno degli elementi più interessanti che emerge dal quadro nazionale riguarda la carta da riciclo. Nel 2024 cresce l’utilizzo di materia recuperata all’interno del sistema produttivo italiano, mentre diminuisce l’export verso l’estero. Non si tratta di un aumento dei rifiuti prodotti, ma di un diverso equilibrio tra domanda interna e sbocchi internazionali, in un contesto in cui i costi logistici e l’incertezza dei mercati hanno inciso in modo significativo sulle dinamiche del settore.
Questo tipo di indicazioni arriva rapidamente dal livello nazionale, perché si basano su flussi industriali, dati consortili e andamenti di mercato. I territori, però, parlano con un altro ritmo. Qui i numeri diventano solidi solo quando sono consolidati, certificati e confrontabili, ed è per questo che, quando si scende di scala, il riferimento resta il 2024.
Letti da questa prospettiva, i dati toscani offrono una chiave di interpretazione interessante. Nei 65 Comuni serviti da Plures, nel 2024 la raccolta di carta e cartone ha superato le 122 mila tonnellate, con una crescita del 2% rispetto al 2023. Non un balzo improvviso, ma una continuità che assume valore in una fase di assestamento dei mercati: quando l’export rallenta e l’assorbimento interno diventa più rilevante, la stabilità dei volumi locali diventa un fattore di tenuta del sistema.
Un segnale ancora più evidente arriva dai RAEE. Nel 2024, nei territori serviti da Plures, la raccolta di rifiuti elettrici ed elettronici ha raggiunto quasi 12 mila tonnellate, con un incremento del 25% rispetto all’anno precedente. Un dato che si inserisce nella ripresa registrata a livello nazionale nello stesso anno e che mette in luce un aspetto spesso sottovalutato: intercettare questi flussi richiede reti territoriali solide, punti di raccolta accessibili e una relazione stabile con cittadini e imprese.
In questa fase, più che la crescita improvvisa, conta la capacità dei territori di consolidare le filiere, ridurre le fragilità legate ai mercati esterni e garantire continuità nella qualità delle raccolte. È un lavoro meno visibile dei grandi trend, ma decisivo perché i segnali positivi non restino episodici e possano trasformarsi in risultati strutturali.
Approfondimenti → Comieco (30° Rapporto su raccolta e riciclo di carta e cartone)
Approfondimenti → Centro di Coordinamento RAEE
