Perdite, depurazione e reti: il quadro italiano
In Italia ogni anno si prelevano 9,1 miliardi di metri cubi di acqua potabile, pari a 155 metri cubi per abitante. Un dato che colloca il Paese ai vertici europei per utilizzo della risorsa. Ma una parte rilevante di quest’acqua non arriva mai a destinazione.
Secondo l’Atlante dell’acqua 2026 di Legambiente, nel 2022 si sono dispersi lungo la rete 3,4 miliardi di metri cubi, pari al 42,4% dell’acqua immessa. Tradotto su base quotidiana, significa 157 litri al giorno per abitante persi lungo il sistema. Il dato medio nasconde però squilibri molto marcati. In alcune regioni del Mezzogiorno le perdite superano il 60%, mentre nelle aree più efficienti del Paese si attestano su livelli significativamente più bassi.
La struttura del sistema accentua questa vulnerabilità. Circa l’85% dell’acqua potabile in Italia proviene da falde e sorgenti, mentre solo il 15% da acque superficiali. Una dipendenza che espone il Paese agli effetti della siccità e alle pressioni sulla qualità delle acque sotterranee. Accanto alla distribuzione, emergono criticità rilevanti anche sul fronte della depurazione. Solo il 56% delle acque reflue viene trattato in conformità alla normativa, contro una media europea del 76%. Le conseguenze sono evidenti: gli scarichi non adeguatamente trattati incidono sulla qualità del 25% dei fiumi, del 22% dei laghi e di oltre il 50% delle acque costiere. Il tema è anche regolatorio. Sull’Italia risultano attive sei procedure di infrazione europee: una sulle acque potabili, una sulla Direttiva Nitrati e quattro su fognature e depurazione, a cui si aggiunge una nuova procedura aperta nel 2026 sulla Direttiva Quadro Acque. Il quadro si inserisce in un contesto climatico sempre più instabile.
Nel 2025 sono stati registrati 376 eventi meteorologici estremi, sei volte in più rispetto al 2015, tra alluvioni, grandinate e siccità. A livello globale, la pressione sul sistema idrico è altrettanto evidente: il 72% dell’acqua dolce viene utilizzato per la produzione alimentare, mentre 3,2 miliardi di persone vivono in aree agricole soggette a scarsità idrica. E anche gli eventi estremi hanno un peso crescente: solo il 5% dei fenomeni meteorologici è responsabile del 61% delle perdite economiche globali, mentre in Europa si stimano 9 miliardi di euro l’anno di danni da siccità e 7,8 miliardi da alluvioni.
Nel complesso, l’Atlante restituisce l’immagine di un sistema fortemente squilibrato: elevati livelli di prelievo, una rete che disperde quasi metà della risorsa, una dipendenza significativa dalle falde e un ritardo strutturale nella depurazione. Il tema non è più solo ambientale: è infrastrutturale ed economico. E riguarda una contraddizione sempre più evidente: l’Italia è tra i Paesi che utilizzano più acqua, ma anche tra quelli che ne perdono di più.
Approfondimenti ➜ Legambiente – Atlante dell’acqua 2026
Approfondimenti ➜ ISTAT – Utilizzo e perdite idriche in Italia (ultimi dati disponibili)
